A cosa serve il Cinformi? Robbi (Agire): «Così com’è non serve a niente, è solo un baraccone.»

Sulla stampa di ieri, sabato 6 ottobre 2018, è apparsa una lettera di una candidata di Futura 2018 alle prossime provinciali. Lettera nella quale viene evidenziata la “carenza di obiettività e scarsa lungimiranza” da parte di determinate formazioni politiche che hanno espresso la volontà di eliminare il Cinformi.

Ora, verrebbe da chiedere alla candidata di Futura 2018: a cosa serve il Cinformi? Cosa ha dimostrato di poter offrire, in termini di accoglienza e di garanzia di dignità, a chi arriva nella nostra Provincia e a chi nella nostra Provincia ci è nato, vissuto e magari anche invecchiato?

È risaputo e conosciuto a tutti il pensiero del centrosinistra riguardo all’accoglienza. Un pensiero che sostiene l’immigrazione totale, a qualsiasi costo, indistinta e indiscriminata.
Non è dello stesso avviso Gian Piero Robbi, candidato di Agire per il Trentino alle prossime provinciali. “Io sono per un’immigrazione controllata, attenta, che tenga conto dell’equità – spiega Robbi –. Tutti devono avere gli stessi diritti, non ci deve essere chi ne ha di più e chi ne ha di meno”.

Quei meno, tra l’altro, riguardano spesso gente trentina. “Purtroppo si tratta quasi sempre di cittadini del nostro Trentino – prosegue il candidato di Agire –. Ci sono anche delle eccezioni, naturalmente. Esistono cittadini extracomunitari che dormono per strada e vivono condizioni inumane”.

Anche per quanto riguarda il Cinformi, l’idea di Robbi è piuttosto chiara. “Il Cinformi è un baraccone – sostiene – conosco bene questa realtà. Così com’è strutturato non serve veramente a nulla, ingrassa e, favorisce… Senza tener conto di quali siano le reali necessità di chi viene dall’estero”.

Tenendo sempre presente il fatto che in Trentino, in realtà, i “profughi” non esistono. “Chi all’estero c’è stato e ci ha lavorato per anni può confermarlo – sottolinea Robbi–. Vengono in Italia soltanto i migranti economici, i profughi sono un piccolissima percentuale e sicuramente non stanno in Trentino. Li troviamo altrove”.

L’idea di Gian Piero Robbi è dunque quella di ripensare completamente l’organizzazione del Cinformi, perché “così strutturato non serve a niente”. Prendendo a modello una realtà che sia garante di parità dei diritti, di uguaglianza, di dignità.

Attualmente il Cinformi crea disuguaglianze, crea discordia e disordine sociale, la cosiddetta ‘guerra tra poveri’ – conclude Robbi –. Quindi va chiuso e ripensato come struttura che tenga conto delle necessità di tutti. Di tutti, appunto, nessuno escluso”.