Alessandro: disoccupato, marito e padre di tre figli

Ha fatto il giro d’Italia la storia di Alessandro, disoccupato, marito e padre di tre figli, costretto a vivere in un’auto. Per chi non avesse letto la sua storia, Alessandro ha prima perso il lavoro (la ditta dove lavorava ha fallito e non gli ha dato neanche gli stipendi arretrati) e poi la causa, non avendo i soldi per pagare le bollette e l’affitto.

Grazie all’articolo pubblicato sul Corriere della Sera e ripreso da molte testate giornalistiche, Alessandro e la sua famiglia hanno ricevuto in poche ore non solo migliaia di attestati di solidarietà ma anche e soprattutto aiuti economici e offerte di lavoro. Tutto ciò grazie alla potenza comunicativa dei social media.

Contento naturalmente che ad Alessandro e alla sua famiglia sia stata restituita la dignità che ogni famiglia italiana merita. Al contempo, però, sono triste per le tante famiglie come quella di Alessandro che vivono in condizione di estrema povertà e non hanno neanche la ‘fortuna’ di godere dei benefici di una cassa di risonanza, e posso assicurare che, anche nel nostro Trentino, sono davvero tanti.

Appena ieri, infatti, l’ISTAT ha diffuso la stima dei poveri in Italia: circa 5 milioni di individui, ovvero l’8,3% della popolazione residente. Una soglia che è in aumento rispetto al 7,9% del 2016 e del 3,9% del 2008. In pratica, nel nostro Paese ci sono 1,8 milioni di famiglie povere.

Un numero drammatico e che mette tanta ma tanta rabbia perché testimonia quanto fallimentare sia stata la politica degli ultimi anni, più dedita a tenere a bada i conti come da dettato dell’Unione Europea e meno propensa a creare opportunità di lavoro e reali benefit per chi non sa come campare.

Certo, c’è da sperare che in queste ore a Roma si stia decidendo di mettere su un governo che pensi concretamente a dare ossigeno ai conti degli italiani. Non dobbiamo augurarcelo ma dobbiamo pretenderlo. Di Alessandro ce ne sono parecchi in giro e stanno magari in silenzio perché si vergognano e hanno perso ogni speranza.