Continua il digiuno contro l’esclusione dei bambini non vaccinati dalle scuole trentine.

Elisa, Laura, Alessandra. Ma anche Stefano, Alfredo, Luca. Sono soltanto alcuni nomi di coloro che stanno portando avanti il digiuno a staffetta dell’Associazione Vaccinare Informati contro la “gravissima discriminazione dei bambini non vaccinati o parzialmente vaccinati esclusi dai percorsi educativi degli asili nido e scuole dell’infanzia trentine”.

“Tra di loro ci sono bambini con reazione avversa da vaccini precedenti anche grave o con disabilità – spiega l’associazione –. L’esclusione di questi bambini pesa ancora di più sulle coscienze della società civile. Continueremo fino a quando i bambini potranno tornare all’asilo”.

Un argomento sicuramente delicato quello dei vaccini, in merito al quale si sono espressi anche alcuni candidati presidenti alle prossime elezioni provinciali: assolutamente favorevoli all’obbligo Rossi e Tonini, contrari Degasperi e Fugatti.

Secondo Ugo Rossi, candidato presidente del Patt, bisogna “fidarsi della scienza. Se si tratta di una scelta di contrarietà all’obbligo, che rispetto come posizione, c’è la regola che prevede l’esclusione dalla scuola dell’infanzia”.

Dello stesso avviso è Giorgio Tonini, candidato presidente del centrosinistra, che alla domanda se ritenga corretto che per poter accedere alla scuola dell’infanzia sia obbligatorio essere vaccinati, risponde: “Assolutamente sì, perché la libertà di ciascuno si ferma quando incontra quella dell’altro. I bambini non vaccinati possono essere portatori sani di malattie che, trasmesse a bambini più deboli, possono risultare anche mortali per questi ultimi. E questo è inaccettabile”.

Per Filippo Degasperi, candidato presidente del Movimento 5 Stelle, inaccettabile è invece “legare la frequenza scolastica con l’assolvimento dei nuovi obblighi vaccinali. Per aumentare la copertura le uniche iniziative utili e efficaci sono l’informazione e la personalizzazione dell’eventuale profilassi che tenga conto della condizione di ogni singolo bambino”.

Anche Maurizio Fugatti, candidato della coalizione di centrodestra, è contro l’obbligo. A meno che non ci sia un rischio e allora sì, si può obbligare a vaccinare. “Ma per un vaccino e non dieci – spiega Fugatti – ad esempio se c’è rischio di epidemia. E questo lo si decide di fare a livello regionale o nazionale, come per il morbillo, che è un problema”.

Fugatti è anche dell’idea che non sia giusta l’esclusione dalla scuola dell’infanzia. “Dobbiamo investire sulla formazione per convincere vaccinare se c’è un rischio reale. Io tendenzialmente sono per convincere i genitori non obbligandoli, ma informandoli”.

Le posizioni sono tante e diverse, talvolta in netto contrasto l’una con l’altra. L’Associazione Vaccinare Informati intanto ha deciso di “rompere il silenzio” e, attraverso il digiuno, sta facendo sentire la propria voce, una voce, aggiungo, inascoltata. Informazione, dialogo, non chiedono tanto, come associazione hanno il diritto di avere lo stesso spazio mediatico che hanno tutte le varie associazioni presenti sul territorio, nessuno escluso.

Gian Piero Robbi