Le tutele sociali e il supporto del buon vicinato, parentale e amicale, sembrano allentarsi sempre più. – di Gian Piero Robbi

La vita, nella tormentata e inquieta realtà di oggi, è complicata ed è dura per tutti. Lo è per chi ha meno, per difficili condizioni di partenza o perché impoverito dalla crisi e dai pasticci combinati dalla finanza e dalla speculazione. Ma lo è anche per chi ha qualcosa in più, ma subisce l’effetto devastante di un mondo senza certezze, dove sembra che ogni riferimento venga meno e si inabissi nella barbarie dei linguaggi e dei comportamenti. Ovviamente c’è chi ha le condizioni e le risorse per lenire o rimuovere complicazioni e durezze, perché dotato di adeguati mezzi finanziari, o perché psicologicamente resistente, impermeabile ai problemi del mondo.

Ma è una minoranza. I più sono oggettivamente in difficoltà. C’è poi chi la vita la deve affrontare con un limite in più, ad esempio con un handicap sensoriale, motorio o legato allo stato di salute. Ed allora la difficoltà del vivere si accentua, e talvolta diventa insostenibile. Una eventualità, questa, che cresce e diviene più vistosa in un contesto problematico, come è quello di oggi, fortemente incentrati sull’io, sull’individualismo frantumato e autoreferente.

Oggi, il senso civico, non più supportato da un’etica pubblica educata al rispetto e alla solidarietà, ha perso la sua capacità di incidere positivamente sui comportamenti concreti della gente e, in parte, anche sull’agire delle Istituzioni. Quindi diritti consolidati, come quelli che assicurano la dignità della vita a chiunque, a prescindere dalla propria condizione, sono sanciti sulla carta, ma sempre meno garantiti nella realtà delle cose.

Quindi si sta sempre più accentuando una situazione critica, in alcuni casi di vera e propria emergenza, per chi si trova in situazioni deboli e complicate, soprattutto perché le tutele sociali e il supporto del buon vicinato, parentale e amicale, sembrano allentarsi sempre più.
Di conseguenza è necessario lanciare un doppio grido di allarme, nei confronti dell’opinione pubblica e delle Istituzioni, per arginare questo fenomeno negativo e immiserente che rischia di deteriorare la nostra società, anche locale.

Un’opinione pubblica che deve recuperare l’attenzione e la sensibilità verso i meno fortunati, specie se per ragioni psicofisiche, nella convinzione che solo in un clima di solidarietà fattiva si può costruire un mondo a misura d’uomo, dove ad imperare non sia l’egoismo sfrenato e il primato della competizione a tutti i costi. La convivenza non può reggersi solo sui rapporti di forza o di potere. Per vivere bene c’è bisogno anche di umanità, di solidarietà, di attenzione all’altro, anche perché prima o dopo, da giovani come da anziani, ci si può sempre trovare in difficoltà.

Un analogo impegno aggiuntivo spetta alle Istituzioni che hanno la necessità di rinvigorire la propria vocazione a farsi carico dei bisogni sociali e personali del mondo in generale, in particolare di quello dei portatori di handicap e delle persone con difficoltà gravi di salute, che lasciato da solo finirebbe con il soccombere, con gravi conseguenze non solo morali, ma anche di livello complessivo della qualità della vita.

Tra poche settimane gli elettori trentini saranno chiamati alle urne per eleggere gli organi preposti al governo delle istituzioni della nostra Autonomia. È l’occasione buona per premiare chi, forze politiche e candidati, si faranno carico di questo obiettivo di civiltà e inseriranno nei loro programmi misure e interventi idonei a sostenere non solo le persone in difficoltà, ma anche le famiglie e quanti si rendono disponibili al loro sostegno e al loro aiuto. È per questo motivo che tre priorità della prossima legislatura dovranno essere riservate ai bisogni ed alla dignità dei DISABILI, delle loro FAMIGLIE, al potenziamento e al supporto per le COOPERATIVE SOCIALI.

Tre ambiti importanti ed imponenti, non per distruggere quanto è stato fatto finora, anzi, ma col fine di mettere finalmente in atto un programma operativo che migliori i diversi servizi, per un welfare che tuteli davvero tutti, nessuno escluso.

Gian Piero Robbi