Mancate assunzioni di disabili, Robbi (AGIRE): “120 miliardi in 18 anni, recuperarli si può.”

Ci dicano, 5 StelleGhezzi e Tonini (o chi sarà il candidato presidente), cosa hanno intenzione di fare in tal senso. Agire è pronto!

In Italia, la legge 68 del 1999 obbligherebbe le aziende e gli enti con più di 14 dipendenti ad assumere un disabile (o più d’uno), cioè persone appartenenti alle Categorie Protette. Purtroppo, questa legge non viene applicata nella maggior parte dei casi, e così i disabili non vengono assunti. Questo, quanto viene riportato da Gian Piero Robbi, candidato di Agire per il Trentino alle prossime elezioni del 21 ottobre.

“Le aziende – ci dice Robbi – preferiscono infatti pagare le sanzioni piuttosto che assumere un disabile (sia esso fisico o psichico). Proprio per questo motivo, il decreto legislativo 185/2016 correttivo del Jobs Act ha inasprito le sanzioni, costringendo le aziende a pagare 153 euro al giorno in caso di mancata assunzione delle quote di disabili previste dalla legge 68 del ‘99. Non è sufficiente!

Un’ingiustizia, è evidente; un problema che grava alla fine proprio sui disabili e sulla loro potenziale emancipazione e crescita professionale, compromessa da una mancata (ed arbitraria) applicazione della legge.

A questo punto risulta lecito chiedersi dove vadano a finire i soldi delle sanzioni alle aziende, e cosa se ne faccia nella pratica.
“I soldi delle sanzioni finiscono in una sorta di tesoretto regionale, il Fondo per l’occupazione dei disabili” ci spiega Robbi. “In teoria questo tesoretto dovrebbe finanziare la realizzazione di programmi regionali di inserimento lavorativo proprio per i disabili”.

Le stime (non confermate, dato che non esistono dati certi o pubblicamente consultabili) parlano di un tesoretto di 120 miliardi di euro, accumulato a livello nazionale dal 1999 (data in cui è entrata in vigore la legge 68) ad oggi.

“Il motivo per cui la legge non funziona è che non è previsto alcun sistema di monitoraggio; ogni gestione viene rimandata alle singole regioni” continua Robbi. “Sarebbe quindi più che opportuno attivarsi a tal proposito”. In questi anni sono nati dei movimenti, come quello di «Articolo 14», che mirano a modificare proprio quell’articolo della legge e il suo funzionamento.

Il Movimento (da sottolineare che si tratta di un organismo apolitico), fondato da Giovanni Cafaro, mira a modificare la legge 68 eliminando le sanzioni e a introdurre l’obbligo di assunzione, estendendolo anche agli Enti Pubblici e alle Cooperative di tipo A.

“Traguardi ambiziosi, da supportare: le sanzioni invece dell’obbligatorietà delle assunzioni, come abbiamo visto in quasi vent’anni, non hanno funzionato come previsto, specialmente dopo il 2007” conclude Robbi. “Investire quei miliardi per generare occupazione in una categoria così debole come la nostra non è solo giusto, ma un dovere da rispettare, mi domando cosa, negli ultimi anni, 5 Stelle, PD e compagnia bella, abbiano fatto o meglio, hanno nel loro programma politico, IO NON VEDO NIENTE. Il diritto alla dignità è essenziale, lo stesso diritto che porta a una vita autonoma, che si traduce nella necessità di un lavoro: per tutti, a maggior ragione per la categoria dei disabili, nessuno escluso.”