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grazie a tutti !

Buongiorno a tutti,

la soddisfazione per la vittoria di Maurizio Fugatti non nasconde la mia delusione per il numero di voti presi. Queste elezioni dal mio punto di vista personale non sono andate bene e ad oggi ritengo necessario prendermi qualche giorno per riflettere bene sul mio futuro politico, i voti parlano chiaro, gli elettori hanno scelto.

Ho bisogno di analizzare a mente fredda quali possono essere state le cause di questo mancato consenso. Niente drammi, niente piagnistei, niente catastrofismi. Mi prenderò qualche giorno per capire dove ho sbagliato io (e sicuramente qualche errore lo avrò fatto) e per capire quale può essere adesso il mio ruolo all’interno di Agire.

Sono accadute tante cose in quest’ultimo mese e non ho ancora avuto il tempo per rifletterci sopra con la dovuta calma. Ad ogni modo, ringrazio tutti quelli che mi hanno votato e tutti coloro che mi hanno ascoltato, non dimenticherò mai il vostro entusiasmo di questi mesi. Di una cosa sono certo, le battaglie continueranno.

Gian Piero Robbi

Buon Voto a TUTTI !!!

Sono passati quasi tre mesi da quando mi sono (ci siamo) messo/i in gioco per questa estenuante campagna elettorale. Finalmente il gran giorno è arrivato. Domani, 21 ottobre, è il gran giorno del cambiamento. Abbiamo finalmente la possibilità di dare aria fresca alla politica provinciale.

La politica per la persona, la politica per le famiglie, sta per insediarsi in Piazza Dante.  Comunque andrà, sappiate che ci sarò sempre, come ho sempre fatto negli ultimi anni.

Comunque andrà, le battaglie per i più deboli, saranno sempre in cima alle mie priorità. Farò in modo che chiunque andrà in consiglio, trasmetta le nostre battaglie a chi ci governerà.

Vi ringrazio e vi stringo la mano virtualmente perché senza il vostro supporto non avrei modo di esistere, di lavorare, di portare avanti le vostre richieste ma permettetemi di ringraziare anche tutte le persone che si sono messe a disposizione per aiutarmi in questa campagna elettorale, non posso nominarli tutti perché sono veramente tanti. GRAZIE !

Gian Piero

“per aspera ad astra”

Care Amiche, cari Amici…

Questo è il primo messaggio che riesco a  scrivervi dopo ciò che è accaduto ieri, che mi ha colto impreparato in questa ultima delicata fase della campagna elettorale. Si, sono stato aggredito e sono ancora sotto osservazione anche se sono volontariamente uscito dall’ospedale Santa Chiara per poter fra fronte al mio dovere.
Si, perché, come futuro uomo politico, ho il dovere di non lasciare il campo nemmeno di fronte alle avversità, non posso arrendermi di fronte a questa barbarie, frutto di un clima politico di questi ultimi giorni così duri, del tutto contro tutti!
No, e lo dico con forza, non posso e non possiamo cedere di fronte a questo modo di affrontare le cose, perché dobbiamo ritrovare la serenità a poche ore dalla scelta più decisiva degli ultimi 20 anni.
Essere qui con voi, aver ricevuto centinaia di messaggi di solidarietà, mi ha fatto comprendere quanta attenzione sia solidale la nostra gente anche se uno sparuto gruppo di soggetti vuole mettere zizzagna.
Noi di Agire stiamo dimostrando di saperci assumere le responsabilità e di voler affrontare le questioni come uomini politici di levatura, per cambiare atteggiamento verso una condizione sociale e politica che ha generato questo clima di odio.
Come disabile e come soggetto portatore di nuove istanze e attenzione, voglio ricordare a tutti coloro che vivono la mia condizione di  presunta debolezza, che dobbiamo trovare la forza di essere rappresentati al nuovo governo della Provincia per valorizzare le istanze di tutti, nessuno escluso, anche di coloro che ci assalgono e ci fanno male, noi dobbiamo andare avanti e esserci.
Grazie di cuore e, mi raccomando, domenica andiamo tutti alle urne e esprimiamo il nostro voto a favore di coloro che si impegnato e desiderano rappresentarvi con abnegazione.
Grazie mille a tutti. “per aspera ad astra”
Gian Piero

A cosa serve il Cinformi? Robbi (Agire): «Così com’è non serve a niente, è solo un baraccone.»

Sulla stampa di ieri, sabato 6 ottobre 2018, è apparsa una lettera di una candidata di Futura 2018 alle prossime provinciali. Lettera nella quale viene evidenziata la “carenza di obiettività e scarsa lungimiranza” da parte di determinate formazioni politiche che hanno espresso la volontà di eliminare il Cinformi.

Ora, verrebbe da chiedere alla candidata di Futura 2018: a cosa serve il Cinformi? Cosa ha dimostrato di poter offrire, in termini di accoglienza e di garanzia di dignità, a chi arriva nella nostra Provincia e a chi nella nostra Provincia ci è nato, vissuto e magari anche invecchiato?

È risaputo e conosciuto a tutti il pensiero del centrosinistra riguardo all’accoglienza. Un pensiero che sostiene l’immigrazione totale, a qualsiasi costo, indistinta e indiscriminata.
Non è dello stesso avviso Gian Piero Robbi, candidato di Agire per il Trentino alle prossime provinciali. “Io sono per un’immigrazione controllata, attenta, che tenga conto dell’equità – spiega Robbi –. Tutti devono avere gli stessi diritti, non ci deve essere chi ne ha di più e chi ne ha di meno”.

Quei meno, tra l’altro, riguardano spesso gente trentina. “Purtroppo si tratta quasi sempre di cittadini del nostro Trentino – prosegue il candidato di Agire –. Ci sono anche delle eccezioni, naturalmente. Esistono cittadini extracomunitari che dormono per strada e vivono condizioni inumane”.

Anche per quanto riguarda il Cinformi, l’idea di Robbi è piuttosto chiara. “Il Cinformi è un baraccone – sostiene – conosco bene questa realtà. Così com’è strutturato non serve veramente a nulla, ingrassa e, favorisce… Senza tener conto di quali siano le reali necessità di chi viene dall’estero”.

Tenendo sempre presente il fatto che in Trentino, in realtà, i “profughi” non esistono. “Chi all’estero c’è stato e ci ha lavorato per anni può confermarlo – sottolinea Robbi–. Vengono in Italia soltanto i migranti economici, i profughi sono un piccolissima percentuale e sicuramente non stanno in Trentino. Li troviamo altrove”.

L’idea di Gian Piero Robbi è dunque quella di ripensare completamente l’organizzazione del Cinformi, perché “così strutturato non serve a niente”. Prendendo a modello una realtà che sia garante di parità dei diritti, di uguaglianza, di dignità.

Attualmente il Cinformi crea disuguaglianze, crea discordia e disordine sociale, la cosiddetta ‘guerra tra poveri’ – conclude Robbi –. Quindi va chiuso e ripensato come struttura che tenga conto delle necessità di tutti. Di tutti, appunto, nessuno escluso”.

Incredibile vicenda al Pronto Soccorso di Cavalese, Robbi (AGIRE): “La malasanità non va in vacanza”

La malasanità non va in vacanza. E questo, purtroppo, è ormai assodato”.

“Un aspetto piuttosto triste della nostra società”, secondo Gian Piero Robbi, candidato di Agire per il Trentino alle prossime provinciali, che ha ricevuto due segnalazioni da parte di cittadini che, loro malgrado, hanno potuto verificare in prima persona il malfunzionamento di alcuni settori della sanità trentina.

“Due episodi che hanno dell’assurdo”, prosegue Robbi.

Il primo ha come scenario il pronto soccorso di Cavalese, dove una persona si è recata per un fastidioso dolore intercostale.

“Appena arrivata –  racconta Robbi – il medico curante (straniero, ma poteva anche essere italiano) la tratta con sufficienza e le dice che non era il caso di recarsi al pronto soccorso per un motivo così lieve, avrebbe potuto benissimo stare a casa. Come inizio niente male. Visita di controllo, tutto regolare”.

Si passa quindi alla compilazione del referto (foto), ovvero al vilipendio della lingua italiana – prosegue il candidato di Agire -. Già si fa fatica a capire quello che scrivono i medici, figuriamoci a comprendere un referto scritto in modo approssimativo, con un italiano traballante e con la consueta fretta di chi si vuole “levare di torno” il paziente il prima possibile, questo quanto ha raccontato la persona che si è recata in PS”.

Un dolore intercostale può essere nulla come può essere principio di infarto, è inaccettabile che la sanità trentina sia arrivata a tali livelli di sufficienza. E poco importa che l’episodio sia avvenuto ad agosto, nel momento in cui molti medici sono in ferie. Le malattie non vanno in vacanza e i cittadini hanno il diritto di ricevere assistenza adeguata durante tutti i mesi dell’anno”, osserva Robbi.

“Questa persona, dopo la dimissione dal pronto soccorso di Cavalese, ha continuato a percepire dolore. Si è quindi recata al pronto soccorso di Trento dove, naturalmente, ha dovuto pagare il ticket di 75 euro. Di queste tipologie di segnalazioni me ne giungono parecchie  e io continuerò a renderle pubbliche, perché il mio dovere di cittadino e di aspirante politico mi impone di non stare zitto di fronte a questi episodi. Chi tace, è complice”.

Per non parlare dei medici di base che si rifiutano di fare le ricette mediche per farmaci e invitano i pazienti ad andare al pronto soccorso.

È il caso che riguarda una persona di Trento che, recandosi dal proprio medico, assente per ferie, ha trovato il sostituto come previsto dalla legge.

“Il sostituto, ancora una volta straniero,  non si sa per quale motivo, non ha voluto fare la ricetta medica per farmaci, consigliandole di andare al pronto soccorso, dove, ovviamente, ha dovuto pagare un ticket di 50 euro – racconta Robbi -. È questa la sanità che vogliamo? È così che i cittadini, bisognosi di cure o di farmaci, meritano di essere trattati?“.

 “Questi episodi richiedono più di una riflessione. Perché situazioni di questo tipo non possono e non devono verificarsi”, conclude Robbi.

Incontro organizzato dalla CIDA con i candidati presidenti, Robbi (AGIRE): “dibattito” o comizio da parte di Rossi e Olivi?”

Giovedì 20 settembre, è stato organizzato alla Fondazione Caritro un convegno da parte della CIDA (Confederazione Italiana Dirigenti e Alte Professionalità) per un confronto tra i candidati presidenti della Provincia Autonoma di Trento.

In realtà non c’erano tutti: qualcuno è arrivato con mezz’ora di ritardo, qualcuno ha mandato un sostituto. Erano comunque presenti Filippo Degasperi, candidato presidente del Movimento 5 Stelle, Maurizio Fugatti, candidato presidente della coalizione di centrodestra, Paolo Ghezzi, in rappresentanza di Futura 2018, il vicepresidente della Provincia Alessandro Olivi e il governatore Ugo Rossi. Un incontro che, più che un dibattito, pareva essere un comizio da parte di Rossi e Olivi.

Gian Piero Robbi, candidato di Agire per il Trentino alle prossime provinciali, denuncia infatti l’assoluta parzialità dell’evento, a partire da una gestione inconcepibile degli interventi da parte del moderatore della serata.

“Dopo aver ascoltato i vari interventi e le domande da parte di ‘qualcuno’ del pubblico – racconta Robbi – ho chiesto per ben tre volte di poter fare una domanda. Non da candidato, non da componente della coalizione di centrodestra, ma da semplice cittadino. Mi è stato letteralmente impedito. La signora che teneva in mano il microfono ha fatto finta di niente, non si sa bene per quale motivo”.

È stato dato spazio alle solite domande di rito, ad esempio quelle formulate da qualche medico che lamentava – giustamente – le difficoltà del comparto medico. Qui, naturalmente, è iniziato un gran bel comizio da parte di Ugo Rossi. E figurarsi se il moderatore dell’incontro ha interrotto questa farsa.

Durante il convegno si è parlato tanto di autonomia, di politiche sociali attive, di welfare, di scuola. Olivi ha pompato il fatto che in Trentino c’è l’assegno unico provinciale ed è stato tirato in ballo il tema dell’industria. “Come fa Olivi a parlare di questo tema – sostiene Robbi – quando ha sul groppone i 500 dipendenti della Whirlpool rimasti a casa più l’indotto?” Faccio presente che non i tutti gli ex dipendenti sono stati collocati da Vetri Speciali, come prevedeva l’accordo.

Il candidato di Agire fa poi una considerazione tra il serio e l’ironico. “Da buon cattolico, non praticante, mi viene da dire: ‘Dio ti ringrazio, mancano soltanto 30 giorni alla fine di questa passione’. Trenta giorni alla fine di questa legislatura di centrosinistra che è stata veramente una piaga per i cittadini”.

Nessuno dei presenti, inoltre, ha parlato di disabilità. Ed è questo l’aspetto che fa più arrabbiare Gian Piero Robbi. “Una vergogna – dichiara –. È inutile bagnarsi le labbra di politiche sociali attive e non fare neanche un piccolo accenno al mondo dei disabili. La disabilità non è il bancomat o il portafoglio della Provincia, da utilizzare solamente quando fa comodo, quando servono soldi.

Nessuno ieri ha parlato di quelle povere persone che sono letteralmente sulla strada. Prendiamo l’esempio di un disabile della Val di Sole, al quale hanno bloccato il conto corrente, gli hanno pignorato un quinto dello stipendio, per mangiare è costretto ad andare dai frati dove gli danno la cassetta con il cibo che lui poi va a cucinarsi a casa. È questo il welfare del Trentino? Sono queste le politiche sociali che avete portato avanti negli ultimi 5 anni? Complimenti”.

Al di fuori di quella bellissima sala della Caritro, infatti, c’è un’altra realtà, ben diversa da quella fatta di bei vestiti e di apparenza. I trentini, il 21 ottobre, si ricorderanno degli sgarbi subiti. Manca sempre meno, per fortuna.

Vaccinazioni, Robbi (AGIRE): «Diamo la parola ai genitori invece che ai soliti politici da palcoscenico»

Tanta gente e tanti bambini, con un’unica nota stonata: i soliti politici opportunisti che, tra baci, abbracci e strette di mano, dispensano sempre le stesse promesse. Quelle promesse che pare proprio non siano state mantenute.

È questo il quadro che ieri (domenica 16 settembre) si è presentato agli occhi di chi, come Gian Piero Robbi, candidato di Agire per il Trentino alle prossime provinciali, non è voluto mancare alla manifestazione dell’Associazione Vaccinare Informati.

E allora è proprio Robbi a lanciare un appello, visto che la stampa locale tende sempre a dar spazio a quel tipo di politica capace solo di riempirsi la bocca di tante belle parole, con l’intento in realtà di riempirsi il portafoglio. “Diamo la parola ai genitori – esorta il candidato di Agirefacciamo sentire la loro voce, perché è quella che vale e che conta. I politici parlano e sparlano, l’abbiamo visto, solo e soltanto per un tornaconto personale e per i voti al loro partito”.

Parole dure quelle di Gian Piero Robbi, il cui intento è quello evidentemente di dare spazio ai diretti interessati, a coloro che vivono quotidianamente una situazione delicata. È solo ascoltando i genitori, infatti, che si può giungere alla migliore soluzione possibile.

Non consegnando un microfono in mano ai soliti personaggi opportunisti che si fingono interessati e preoccupati dell’argomento, stringono mani e tengono mini comizi, quando in realtà il loro unico scopo è accaparrarsi più voti possibili.

“Bisogna intervistare i genitori, la vera anima pulsante della protesta – aggiunge in conclusione Robbi – non chi è lì solamente per le telecamere. Perché è questa, purtroppo, la politica di oggi. Quella da palcoscenico. Quella politica che il 21 ottobre verrà spazzata via”.

Mancate assunzioni di disabili, Robbi (AGIRE): “120 miliardi in 18 anni, recuperarli si può.”

Ci dicano, 5 StelleGhezzi e Tonini (o chi sarà il candidato presidente), cosa hanno intenzione di fare in tal senso. Agire è pronto!

In Italia, la legge 68 del 1999 obbligherebbe le aziende e gli enti con più di 14 dipendenti ad assumere un disabile (o più d’uno), cioè persone appartenenti alle Categorie Protette. Purtroppo, questa legge non viene applicata nella maggior parte dei casi, e così i disabili non vengono assunti. Questo, quanto viene riportato da Gian Piero Robbi, candidato di Agire per il Trentino alle prossime elezioni del 21 ottobre.

“Le aziende – ci dice Robbi – preferiscono infatti pagare le sanzioni piuttosto che assumere un disabile (sia esso fisico o psichico). Proprio per questo motivo, il decreto legislativo 185/2016 correttivo del Jobs Act ha inasprito le sanzioni, costringendo le aziende a pagare 153 euro al giorno in caso di mancata assunzione delle quote di disabili previste dalla legge 68 del ‘99. Non è sufficiente!

Un’ingiustizia, è evidente; un problema che grava alla fine proprio sui disabili e sulla loro potenziale emancipazione e crescita professionale, compromessa da una mancata (ed arbitraria) applicazione della legge.

A questo punto risulta lecito chiedersi dove vadano a finire i soldi delle sanzioni alle aziende, e cosa se ne faccia nella pratica.
“I soldi delle sanzioni finiscono in una sorta di tesoretto regionale, il Fondo per l’occupazione dei disabili” ci spiega Robbi. “In teoria questo tesoretto dovrebbe finanziare la realizzazione di programmi regionali di inserimento lavorativo proprio per i disabili”.

Le stime (non confermate, dato che non esistono dati certi o pubblicamente consultabili) parlano di un tesoretto di 120 miliardi di euro, accumulato a livello nazionale dal 1999 (data in cui è entrata in vigore la legge 68) ad oggi.

“Il motivo per cui la legge non funziona è che non è previsto alcun sistema di monitoraggio; ogni gestione viene rimandata alle singole regioni” continua Robbi. “Sarebbe quindi più che opportuno attivarsi a tal proposito”. In questi anni sono nati dei movimenti, come quello di «Articolo 14», che mirano a modificare proprio quell’articolo della legge e il suo funzionamento.

Il Movimento (da sottolineare che si tratta di un organismo apolitico), fondato da Giovanni Cafaro, mira a modificare la legge 68 eliminando le sanzioni e a introdurre l’obbligo di assunzione, estendendolo anche agli Enti Pubblici e alle Cooperative di tipo A.

“Traguardi ambiziosi, da supportare: le sanzioni invece dell’obbligatorietà delle assunzioni, come abbiamo visto in quasi vent’anni, non hanno funzionato come previsto, specialmente dopo il 2007” conclude Robbi. “Investire quei miliardi per generare occupazione in una categoria così debole come la nostra non è solo giusto, ma un dovere da rispettare, mi domando cosa, negli ultimi anni, 5 Stelle, PD e compagnia bella, abbiano fatto o meglio, hanno nel loro programma politico, IO NON VEDO NIENTE. Il diritto alla dignità è essenziale, lo stesso diritto che porta a una vita autonoma, che si traduce nella necessità di un lavoro: per tutti, a maggior ragione per la categoria dei disabili, nessuno escluso.”

La Voce del Candidato – Gian Piero Robbi, candidato di Agire per il Trentino

Le tutele sociali e il supporto del buon vicinato, parentale e amicale, sembrano allentarsi sempre più. – di Gian Piero Robbi

La vita, nella tormentata e inquieta realtà di oggi, è complicata ed è dura per tutti. Lo è per chi ha meno, per difficili condizioni di partenza o perché impoverito dalla crisi e dai pasticci combinati dalla finanza e dalla speculazione. Ma lo è anche per chi ha qualcosa in più, ma subisce l’effetto devastante di un mondo senza certezze, dove sembra che ogni riferimento venga meno e si inabissi nella barbarie dei linguaggi e dei comportamenti. Ovviamente c’è chi ha le condizioni e le risorse per lenire o rimuovere complicazioni e durezze, perché dotato di adeguati mezzi finanziari, o perché psicologicamente resistente, impermeabile ai problemi del mondo.

Ma è una minoranza. I più sono oggettivamente in difficoltà. C’è poi chi la vita la deve affrontare con un limite in più, ad esempio con un handicap sensoriale, motorio o legato allo stato di salute. Ed allora la difficoltà del vivere si accentua, e talvolta diventa insostenibile. Una eventualità, questa, che cresce e diviene più vistosa in un contesto problematico, come è quello di oggi, fortemente incentrati sull’io, sull’individualismo frantumato e autoreferente.

Oggi, il senso civico, non più supportato da un’etica pubblica educata al rispetto e alla solidarietà, ha perso la sua capacità di incidere positivamente sui comportamenti concreti della gente e, in parte, anche sull’agire delle Istituzioni. Quindi diritti consolidati, come quelli che assicurano la dignità della vita a chiunque, a prescindere dalla propria condizione, sono sanciti sulla carta, ma sempre meno garantiti nella realtà delle cose.

Quindi si sta sempre più accentuando una situazione critica, in alcuni casi di vera e propria emergenza, per chi si trova in situazioni deboli e complicate, soprattutto perché le tutele sociali e il supporto del buon vicinato, parentale e amicale, sembrano allentarsi sempre più.
Di conseguenza è necessario lanciare un doppio grido di allarme, nei confronti dell’opinione pubblica e delle Istituzioni, per arginare questo fenomeno negativo e immiserente che rischia di deteriorare la nostra società, anche locale.

Un’opinione pubblica che deve recuperare l’attenzione e la sensibilità verso i meno fortunati, specie se per ragioni psicofisiche, nella convinzione che solo in un clima di solidarietà fattiva si può costruire un mondo a misura d’uomo, dove ad imperare non sia l’egoismo sfrenato e il primato della competizione a tutti i costi. La convivenza non può reggersi solo sui rapporti di forza o di potere. Per vivere bene c’è bisogno anche di umanità, di solidarietà, di attenzione all’altro, anche perché prima o dopo, da giovani come da anziani, ci si può sempre trovare in difficoltà.

Un analogo impegno aggiuntivo spetta alle Istituzioni che hanno la necessità di rinvigorire la propria vocazione a farsi carico dei bisogni sociali e personali del mondo in generale, in particolare di quello dei portatori di handicap e delle persone con difficoltà gravi di salute, che lasciato da solo finirebbe con il soccombere, con gravi conseguenze non solo morali, ma anche di livello complessivo della qualità della vita.

Tra poche settimane gli elettori trentini saranno chiamati alle urne per eleggere gli organi preposti al governo delle istituzioni della nostra Autonomia. È l’occasione buona per premiare chi, forze politiche e candidati, si faranno carico di questo obiettivo di civiltà e inseriranno nei loro programmi misure e interventi idonei a sostenere non solo le persone in difficoltà, ma anche le famiglie e quanti si rendono disponibili al loro sostegno e al loro aiuto. È per questo motivo che tre priorità della prossima legislatura dovranno essere riservate ai bisogni ed alla dignità dei DISABILI, delle loro FAMIGLIE, al potenziamento e al supporto per le COOPERATIVE SOCIALI.

Tre ambiti importanti ed imponenti, non per distruggere quanto è stato fatto finora, anzi, ma col fine di mettere finalmente in atto un programma operativo che migliori i diversi servizi, per un welfare che tuteli davvero tutti, nessuno escluso.

Gian Piero Robbi