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Buon Voto a TUTTI !!!

Sono passati quasi tre mesi da quando mi sono (ci siamo) messo/i in gioco per questa estenuante campagna elettorale. Finalmente il gran giorno è arrivato. Domani, 21 ottobre, è il gran giorno del cambiamento. Abbiamo finalmente la possibilità di dare aria fresca alla politica provinciale.

La politica per la persona, la politica per le famiglie, sta per insediarsi in Piazza Dante.  Comunque andrà, sappiate che ci sarò sempre, come ho sempre fatto negli ultimi anni.

Comunque andrà, le battaglie per i più deboli, saranno sempre in cima alle mie priorità. Farò in modo che chiunque andrà in consiglio, trasmetta le nostre battaglie a chi ci governerà.

Vi ringrazio e vi stringo la mano virtualmente perché senza il vostro supporto non avrei modo di esistere, di lavorare, di portare avanti le vostre richieste ma permettetemi di ringraziare anche tutte le persone che si sono messe a disposizione per aiutarmi in questa campagna elettorale, non posso nominarli tutti perché sono veramente tanti. GRAZIE !

Gian Piero

“per aspera ad astra”

Incontro ENS (Ente Nazionale Sordi), Robbi (AGIRE): “il flop della politica che predica bene e razzola male.”

Si è tenuto Domenica pomeriggio (7 ott.) l’incontro organizzato dall’ENS (Ente Nazionale Sordi) che aveva come obiettivo quello di approfondire le tematiche e le difficoltà che quotidianamente si trovano ad affrontare le persone affette da questo tipo di disabilità in provincia di Trento.

Al convegno erano stati invitati anche i candidati presidenti, di cui solo uno si è presentato, e i candidati consiglieri, non molti nemmeno loro. Un’evidente mancanza di sensibilità da parte di alcune forze politiche e qualche candidato presidente.

Un vero flop da parte della politica, che tanto per cambiare predica bene e razzola male” sostiene Gian Piero Robbi, candidato di Agire per il Trentino che domenica era presente assieme all’altra candidata di Agire, Daria Rossi, dove hanno potuto esprimere il loro punto di vista sulle problematiche esposte dalla Presidente Brunella Grigolli.

Il mio discorso mirava esclusivamente a evidenziare le problematiche legate ai sordi, ma anche alla disabilità in generale, perché è di questo che si doveva parlare – continua Robbi –. Non si doveva parlare di politica, di economia e di immigrazione, noi di Agire siamo stati gli unici a non mostrare il simbolo per rispetto verso una categoria di persone che chiede azioni concrete”.

Tematiche che invece sono state tirate in ballo. Ed ecco quindi il j’accuse da parte del candidato di Agire: “Paolo Zanella, candidato di Futura 2018, ha tirato fuori l’ennesima barzelletta riguardante l’allarme razzista e xenofobo nel caso in cui il centrodestra dovesse vincere le elezioni”.

La dimostrazione, dunque, che si è pensato più a fare campagna elettorale che analizzare la realtà e i problemi effettivi dell’Ens.

È inutile – conclude Robbitirare fuori le statistiche di quanti sordi ci sono a livello nazionale e delle loro problematiche. Bisognava e bisogna trattare invece nello specifico il problema che sussiste in provincia di Trento e che riguarda i sordi: temi come lavoro, Legge 104, tg regionale in lingua dei segni. Temi molto più profondi e più importanti delle solite barzellette sulla presunta deriva razzista del centrodestra”.

 

Gian Piero Robbi – Agire per il Trentino

Continua il digiuno contro l’esclusione dei bambini non vaccinati dalle scuole trentine.

Elisa, Laura, Alessandra. Ma anche Stefano, Alfredo, Luca. Sono soltanto alcuni nomi di coloro che stanno portando avanti il digiuno a staffetta dell’Associazione Vaccinare Informati contro la “gravissima discriminazione dei bambini non vaccinati o parzialmente vaccinati esclusi dai percorsi educativi degli asili nido e scuole dell’infanzia trentine”. Continua a leggere

Incredibile vicenda al Pronto Soccorso di Cavalese, Robbi (AGIRE): “La malasanità non va in vacanza”

La malasanità non va in vacanza. E questo, purtroppo, è ormai assodato”.

“Un aspetto piuttosto triste della nostra società”, secondo Gian Piero Robbi, candidato di Agire per il Trentino alle prossime provinciali, che ha ricevuto due segnalazioni da parte di cittadini che, loro malgrado, hanno potuto verificare in prima persona il malfunzionamento di alcuni settori della sanità trentina.

“Due episodi che hanno dell’assurdo”, prosegue Robbi.

Il primo ha come scenario il pronto soccorso di Cavalese, dove una persona si è recata per un fastidioso dolore intercostale.

“Appena arrivata –  racconta Robbi – il medico curante (straniero, ma poteva anche essere italiano) la tratta con sufficienza e le dice che non era il caso di recarsi al pronto soccorso per un motivo così lieve, avrebbe potuto benissimo stare a casa. Come inizio niente male. Visita di controllo, tutto regolare”.

Si passa quindi alla compilazione del referto (foto), ovvero al vilipendio della lingua italiana – prosegue il candidato di Agire -. Già si fa fatica a capire quello che scrivono i medici, figuriamoci a comprendere un referto scritto in modo approssimativo, con un italiano traballante e con la consueta fretta di chi si vuole “levare di torno” il paziente il prima possibile, questo quanto ha raccontato la persona che si è recata in PS”.

Un dolore intercostale può essere nulla come può essere principio di infarto, è inaccettabile che la sanità trentina sia arrivata a tali livelli di sufficienza. E poco importa che l’episodio sia avvenuto ad agosto, nel momento in cui molti medici sono in ferie. Le malattie non vanno in vacanza e i cittadini hanno il diritto di ricevere assistenza adeguata durante tutti i mesi dell’anno”, osserva Robbi.

“Questa persona, dopo la dimissione dal pronto soccorso di Cavalese, ha continuato a percepire dolore. Si è quindi recata al pronto soccorso di Trento dove, naturalmente, ha dovuto pagare il ticket di 75 euro. Di queste tipologie di segnalazioni me ne giungono parecchie  e io continuerò a renderle pubbliche, perché il mio dovere di cittadino e di aspirante politico mi impone di non stare zitto di fronte a questi episodi. Chi tace, è complice”.

Per non parlare dei medici di base che si rifiutano di fare le ricette mediche per farmaci e invitano i pazienti ad andare al pronto soccorso.

È il caso che riguarda una persona di Trento che, recandosi dal proprio medico, assente per ferie, ha trovato il sostituto come previsto dalla legge.

“Il sostituto, ancora una volta straniero,  non si sa per quale motivo, non ha voluto fare la ricetta medica per farmaci, consigliandole di andare al pronto soccorso, dove, ovviamente, ha dovuto pagare un ticket di 50 euro – racconta Robbi -. È questa la sanità che vogliamo? È così che i cittadini, bisognosi di cure o di farmaci, meritano di essere trattati?“.

 “Questi episodi richiedono più di una riflessione. Perché situazioni di questo tipo non possono e non devono verificarsi”, conclude Robbi.